Era il giorno del mio compleanno e ho letto una notizia: l’ultima fabbrica di panno Casentino chiuderà definitivamente. Leggerlo mi ha reso triste perchè il Casentino, non solo il panno ma quella parte di Toscana incastonata tra Arezzo e la Romagna, fa parte della mia storia. Luogo di origine di mia madre, è ancora la casa del 50% della mia famiglia ed è, da quando ne ho memoria, la mia casa delle vacanze. Lì il panno Casentino è un’istituzione.
Cosa è il Casentino?
E’ un panno di lana follato (ovvero infeltrito) e quindi impermeabile e caratterizzato da un ricciolo, ottenuto mediante rattinatura, che ne aumenta il potere isolante e anti-vento mantenendo sempre, come per tutti i tessuti di lana pura, la traspirazione.

Ci si fanno cappotti, giacche, cappelli, ciabatte e plaid, caratterizzati da colori molto brillanti, in particolari il tradizionale verde ed il rosso aranciato, ma ormai la gamma dei colori si era estesa moltissimo.
Lo ha reso famoso Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, con un delizioso cappotto del caratteristico rosso aranciato che ho indossato anche io a 2-3 anni. Ma sono stati tanti gli stilisti che lo hanno utilizzati nelle loro collezioni. Per me il Casentino è casa e con questa notizia mi sento di perdere un pezzo di infanzia, oltre che un pezzo importante del Made in Italy.

Parliamo di Lana
So che ormai non vogliamo più sentir parlare di lana, ma in controtendenza ho scelto di parlarvene a chiusura dell’inverno. È una fibra naturale di origine animale ottenuta dalla lavorazione del vello di capre, pecore, ma anche conigli, alpaca, lama e cammelli. Questa è detta lana vergine. Si può ricavare, però, anche dopo la macellazione della pecora (lana di concia) e dagli scarti di produzione (lana rigenerata).
Utilizzata fin dalla preistoria, la lana ha proprietà straordinarie: è igroscopica e idrorepellente, perchè non lascia passare l’acqua e l’umidità, ed è naturalmente termoregolante isolando sia dal caldo, sia dal freddo. Infatti è il tessuto utilizzato per gli abiti delle tribù che vivono nel deserto, dove l’escursione termica è molto forte.
I tessuti di lana possono essere estremamente pesanti, come il panno o il velour, ma anche sottili e leggeri come la garza.
In commercio sono comuni gli abiti realizzati con filati misti dove la lana è mischiata con fibre di origine sintetica e artificiale, che la rendono meno delicata, più economica, ma anche meno traspirante. Resta quindi della massima importanza leggere sempre l’etichetta.
Tessuti di lana da conoscere
TWEED
Tessuto ruvido e dall’aspetto rustico caratterizzato da bottoncini di fibre multicolori (Tweed Donegal) o da peli chiari e appiattiti come l’Harris Tweed. È ideale per giacche sportive e cappotti, meno adatto per pantaloni e gonne perchè poco resistente alla trazione.
LODEN
Tessuto grosso e pesante, cardato e follato e reso idrorepellente con appositi trattamenti di finissaggio. È di origine tirolese ed ideale per i cappotti, tanto che la parola loden e diventata comunemente sinonimo del cappotto stesso.
TARTAN
Tessuto originario delle Highlands scozzesi che presenta quadri ottenuti dall’intreccio di fili di diverso colore. Ogni clan scozzese era associato ad un suo tessuto, finchè, a seguito della battaglia di Culloden nel XVIII secolo, il tartan e molti altri simboli gaelici furono banditi. I tartan di oggi furono creati solo nel XIX secolo e anche se in passato ci sono state delle leggi che ne vietavano la riproduzione su larga scala, ormai l’unico non riproducibile è quello della casa reale inglese, il Balmoral.

PRINCIPE DI GALLES
Caratteristico tessuto a grandi quadri che racchiudono quadri più piccoli, è diventato di moda quando il Principe di Galles Edoardo VII ricevette dalla Regina Vittoria un abito realizzato con questo tessuto. I colori tradizionali sono il bianco ed il nero, talvolta affiancati da un filetto rosso.

PIED DE POULE
Tessuto che riproduce la zampa di una gallina, è inserito spesso all’interno dei quadri del principe di galles. Quando il disegno assume proporzioni molto grandi si parla di pied de coque.

FRESCO LANA e TASMANIA
Tessuti di lana caratteristici degli abiti maschili (drapperie). Il fresco lana ha un’armatura tela (con trama e ordito posti ortogonalmente), mentre la tasmania ha armatura a saia (con una caratteristica trama diagonale). Sono spesso affiancati da un numero (100, 120, 150…) che indica per quanti chilometri filati sono stati ritorti ad alta tensione: più il numero è alto più il filato è fine e pregiato.
La conoscenza è potere
Spero che questa escursione nel mondo dei tessuti sia stata piacevole e che vi ispiri a fare scelte più consapevoli. Ricordarsi di leggere l’etichetta e sapere che un tessuto naturale è una scelta più etica, sia per noi che per il mondo che ci circonda, ci da la possibilità di effettuare le nostre scelte liberandoci dai condizionamenti del marketing. Non della moda, perchè lei non ha colpa (e lo dico con cognizione da donna di marketing).






