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Oggi, in piena estate parleremo del blu. Un colore dalle mille sfaccettature, associato agli archetipi del mare e del cielo, un colore regale e statisticamente il più amato dalle persone. Se è la prima volta che vi trovate a curiosare sul mio blog, vi avviso che mi piace partire con ordine e dal principio. E quindi…

Patrick Demarchelier

Patrick Demarchelier

Un po’ di storia

Il blu ha una storia lunga, densa e ricca di significati. La prima associazione storica che mi affiora alla mente è quella con gli Egizi per i quali il blu era il colore della divinità. Utilizzato nella tintura del vetro e delle stoffe, nei monili e nelle pitture, il blu era un pigmento generalmente ricavato dal lapislazzuli o dall’azzurrite. Tale era l’importanza del blu che gli egizi svilupparono il primo pigmento di sintesi, la cosiddetta “fritta” egizia che nell’antica Roma era anche più costoso del porpora.

A Roma però il blu aveva tutt’altro che un’associazione positiva. Era infatti il colore del lutto, ma era associato anche alla ferocia dei popoli celtici che, come scrive Giulio Cesare nel De Bello Gallico “si tingono col guado… che produce un colore ceruleo.

Tra guado e indaco

E appunto il guado era il pigmento, di derivazione vegetale, più utilizzato per tingere i capi di blu: era un blu desaturato, poco brillante. Il blu derivato dal guardo era perfetto per trattenere lo sporco e quindi utilizzato maggiormente dalle persone di basso rango e successivamente nelle divise militari (l’esercito prussiano fu nel XVIII sec. il primo con una vera e propria divisa, appunto “blu di Prussia”). Tuttavia la produzione di guado era un business molto redditizio in Europa tanto da essere chiamato anche “oro blu” e da scatenare una guerra economica che nel XVII secolo mise al bando l’importazione del suo diretto concorrente: l’indaco.

Il blu dell’indaco era al contrario brillante e luminoso, un colore molto desiderato e destinato ai ranghi più alti fin dal XIII secolo quando Luigi IX di Francia decise di vestirsi prevalentemente di blu. Anche se già dal XII secolo la monarchia capetingia aveva scelto il blu come colore d’elezione per il proprio stemma, probabilmente per devozione alla Vergine Maria, protettrice del regno di Francia. Luigi IX non fu l’unico re ad avere un’importante connessione con il blu: Luigi XIV si fece realizzare una cappa blu con ricami dorati che divenne il must-have di tutta la corte, quel blu ancora oggi è conosciuto come “blu reale”.

Il blu è stato anche il primo colore ad essere sintetizzato: nel 1706 a Berlino fu creato per puro caso in laboratorio il blu di prussia, che andò man mano a sostituire: in pittura il costosissimo blu derivato dal lapislazzuli e il blu instabile derivato dall’azzurrite, e nella tintura il guado e l’indaco (che comunque restò utilizzato dalla Levi Strauss per la tintura dei jeans fino agli anni ‘70).

Codici comunicativi del blu ed un cenno di psicologia

In pittura il blu cobalto derivato dal lapislazzuli veniva utilizzato dal Medioevo per dipingere il velo della Vergine Maria. Per questa associazione con la Vergine storicamente l’azzurro era un colore femminile, statico e calmo. Contrapposto con il colore attivo e maschile per eccellenza, il rosso.

Il blu è anche il colore della lontananza: da un punto di vista ottico mettendo vicini il rosso, il verde e il blu quest’ultimo sembrerà più lontano, nella simbologia, invece, si lega al concetto di fedeltà, ma anche di malinconia. Non a caso, in inglese “blue” indica tristezza e depressione.

E’ un colore che esprime la necessità di tranquillità, negli ambienti e nei rapporti e desiderio di profondità nelle relazioni, è infatti il colore del sentire.

Indossare il blu

Per le sue proprietà calmanti, ma anche per l’associazione con la sfera materna e femminile, il blu è un colore che evoca affidabilità, e viene universalmente considerato sobrio, elegante e per nulla chiassoso. Fino alla Rivoluzione Francese non ci si poteva vestire come si desiderava: attraverso le leggi suntuarie, i colori servivano per “etichettare” le persone e riconoscerle a colpo d’occhio. I colori vivaci erano proibiti, ed in ogni caso erano troppo costosi, a chi doveva dimostrare dignità. In questo complesso panorama l’uso del blu era libero da norme, dimostrandosi quindi un colore sobrio e dignitoso.

Questo retaggio lo rende ancora oggi il colore più utilizzato per le figure di potere e per chi desidera comunicare professionalità e autorevolezza (attenzione, autorevolezza e non autorità). Il blu risulta una scelta sicura, insomma, ma anche un’ottima base su cui giocare per rendere il look più personalizzato. Quindi adesso, finalmente veniamo a noi…

A chi sta bene il blu? Dipende dal tipo di blu. Differentemente dal nero il blu non è un’assoluto, ma una famiglia: esistono blu più chiari e più scuri, più saturi e meno saturi, più caldi e più freddi. Quindi se vogliamo parlarne in ottica di Armocromia ognuno di noi troverà nella sua palette un blu, ma sarà quello che rispecchierà le sue caratteristiche cromatiche.

La famiglia dei blu

Come lo abbino?

Se il blu è un colore che ti risuona (e non deve farlo per forza) questi sono alcuni abbinamenti che ti suggerisco per rendere il tuo outfit sicuro e d’impatto.

Armonia Bicromatica

Con il bianco, con il nero o con il grigio il blu non perde eleganza e sobrietà. Unica nota attenzione a spezzare la figura. Vuoi dare alla tua silhouette un effetto allungante? Lascia il blu su tutta a figura e spezza i colore negli accessori.

Armonia Monocromatica

Niente di meglio per essere chic, ordinati e allungare al tempo stesso la propria figura. Ideale in ambito professionale per la sua eleganza essenziale.

Armonia Analoga

Blu e viola, ma anche blu e verde. Siamo nel regno dell’armonia analoga un abbinamento dolce ed elegante, per niente scontato con cui divertirsi senza andare sopra le righe.

Armonia Complementare

Il massimo contrasto, perfetto per attirare l’attenzione con un altissimo tasso di energia. Se il color block non è la tua strada, lavora sui dettagli, basta poco per incantare l’occhio di chi ti guarda.

Armonia Triadica

Meno contrastata ma dal successo assicurato: blu e bianco con un tocco di rosso e accessori con metalli dorati. Un po’ marinaro, un po’ civettuolo. Perfetto per l’estate.

In conclusione…

Ti immagino in riva al mare, tra un bagno e un aperitivo, oppure in montagna a riposarti da una camminata. Spero che questa estate ti aiuti a ricaricare le energie. La mia non è ancora iniziata ufficialmente ma piano piano si avvicina!

Ti ricordo che le indicazioni sul colore presenti in questa newsletter sono generiche. Se vuoi un consiglio personalizzato, prenota una chiamata esplorativa e capiremo insieme, senza impegno, come aiutarti a valorizzare la tua immagine e farti brillare.

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