Se avete letto l’ultimo articolo, sapete che la stagionalità nella moda è nata da una strategia commerciale che prevedeva a tutti gli effetti l’obsolescenza programmata dei capi d’abbigliamento.
Come Consulente d’Immagine, ma anche come essere umano, credo che questa pratica sia l’origine dell’insostenibilità del sistema moda. Ma possiamo fare qualcosa: informarci, riflettere e cambiare questo paradigma.
Il cambio di stagione è il momento più adatto perchè ci da modo di analizzare approfonditamente i meandri dei nostri armadi e riacquistare consapevolezza su quello che già possediamo per valorizzarlo. Ma di questo parlerò nel prossimo articolo.
Ma non dovevamo parlare di tendenze? Sì, ma come spunto ed ispirazione per i nostri look, non per dare il via ad una corsa all’ultima tendenza. La moda è ciclica e non è difficile ricreare uno stile con qualcosa che già abbiamo, magari semplicemente abbinandolo in una maniera diversa, oppure attingendo all’armadio della mamma o della nonna e ai negozi vintage.
I macro trend che ho individuato nelle sfilate della prossima stagione sono essenzialmente due e raccontano due storie diverse.
Anarchy in the UK
In autunno il richiamo allo stile british non sorprende (“Tartan in autunno? Avanguardia pura…” per citare Miranda Priestley) ma quest’anno si tratta in un’immersione anarchica e totale che copre stili e periodi diversi.

Cardigan e maglioni di soffice lana, gonne in tartan e giacche di pelle, fantasie botaniche, pizzo e velluto, tagli e volumi drammatici si mescolano e parlano tra loro dando vita a stili diversi ma in ogni modo coerenti.
Se di giorno l’eleganza del velluto, pizzi e volumi in stile vittoriano possono accompagnarti sul lavoro, al tramonto basta una gonna di tartan con una giacca di pelle… ed è subito punk! Nel week end un cardigan o un pullover di lana su un abito floreale ti catapultano nella campagna inglese su una poltrona di chintz a bere una tazza di tè. Non lo nego, in questo moodboard mi sento a casa.



Una donna in carriera

Gli anni ‘80, GiorgioArmani, volumi over e pattern sofisticati. Il power dressing scivola nella nuova stagione inglobando altri trend che raccontano una donna forte ed emancipata, legata ad un’immagine classica di successo. Abiti sartoriali che ammiccano alla moda maschile e ne riproducono i volumi, pencil skirt, fantasie pois o animalier sotto una pelliccia o uno sheerling. Una donna in carriera che si destreggia tra un consiglio d’amministrazione e una cena, ma per cui nel week end esistono solo le piste da sci.

Non possiamo non parlare di colori…
I colori prevalenti della prossima stagione sono ricchi e avvolgenti, forse per affrontare i climi più rigidi, forse per affrontare il mondo di oggi.
Le passerelle si tingono di bianco. Puro, minimale, luminoso. Nella maggior parte dei casi un bianco molto morbido, dal burro al panna. Il bianco d’inverno non è scontato e va controtendenza. Da valutare se è una scelta sostenibile per la vita di tutti i giorni. Se vuoi approfondire i significati del bianco, li trovi QUI.



Da Mocha Mousse al cioccolato, i colori naturali sono entrati da qualche prepotentemente sulle passerelle. Anche per il prossimo autunno-inverno le tinte più naturali, dal nude al caffè, golose e morbide come una tazza di cioccolata calda, saranno protagoniste. Insiemeal grigio e al greige, che fa tendenza in quanto colore simbolo di Re Giorgio (scomparso lo scorso 4 settembre). Il burgundy che è stato il colore del 2025 si è evoluto in un ricco e misterioso aubergine.



Natural, greige e aubergine | FERRAGAMO – MICHAEL KORS – TOD’S
La sobrietà non sarà una limitazione, oltre a questi colori ricchi, avvolgenti e morbidi, la prossima stagione prevede anche numerose iniezioni di colore. Terapeutiche nel grigio dei mesi più freddi. Per accessori o per total look sono nuance per donne coraggiose.



A tutto colore | ALAIA – TOM FORD – SAINT LAURENT
In conclusione…
L’argomento è vastissimo , senza annoiarvi volevo dare un’overview su quello che vedremo nei prossimi mesi. Certo tra macro e micro trend non è facile destreggiarsi, ma qui entro in scena io come Consulente.



